Rimini

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Geografia Rimini

Rimini, città-simbolo della costa adriatica, è una provincia dell'Emilia Romagna, regione del centro nord Italia. E' collocata a sud-est, in una zona pianeggiante sulla riviera romagnola ed è bagnata dai fiumi Ausa, Marano, Uso e Marecchia. La parte terminale di quest'ultimo, una volta paludosa pur trovandosi all'interno di Rimini, ora è un grande parco attraversato da piste ciclabili, con aree ricreative per bambini ed un lago artificiale. La foce è stata mantenuta allagata per mantenere attivo il Porto Canale della città.
La città è dominata dal colle di Covignano, alto 152 mt. Rimini è la città italiana più vicina alla Repubblica di San Marino, alla quale è collegata con una superstrada. Il lungomare caratterizzato da rena fine è bagnato da acque poco profonde adatte alla balneazione ed è disseminato di stabilimenti balneari, il primo dei quali risale al 1843. Una pista ciclabile facente parte della Ciclovia Adriatica percorre il lungomare.
Il clima è a metà tra quello mediterraneo e quello continentale proveniente dalla Pianura Padana. Le estati sono normalmente molto calde, ma il calore è attenuato dalla costante brezza che spira da oriente la quale consente di sopportare bene le alte temperature. Gli inverni sono freddi ed umidi ma raramente si giunge sotto lo zero. Le stagioni più piacevoli sono la primavera e l'autunno, anche se spesso caratterizzate da precipitazioni piovose.

Storia di Rimini


I reperti archeologici ci raccontano una Rimini abitata nella preistoria tra la costa ed il colle di Covigliano. Dagli uomini primitivi agli antichi romani, passando per umbri, celti ed etruschi, Rimini ha percorso la strada dela civilizzazione al punto da diventare un'importante città dell'Impero Romano. Il ritrovamento di frammenti di ceramica greca ci fa pensare all'influenza del mondo Egeo. Grazie all'occupazione dei celti la città divenne uno dei porti maggiori dell'Adriatico.
Nel 268 a.C., alla foce del fiume Ariminus (oggi Marecchia) i Romani fondarono la colonia di Ariminum e vi stanziarono. Rimini era un'importante rotta di comunicazione tra il Nord e il Centro Italia. Particolarmente importante per il traffico di merci grazie al suo porto, da Rimini partivano tre importanti vie Romane:
  • la Via Flaminia: Roma - Ariminum
  • la Via Emilia: Ariminum - Placentia (Piacenza)
  • la Via Popilia-Annia: Ariminum - Tergeste (Trieste).
A Rimini, durante un periodo di splendore sotto l'Impero Romano, sono state erette prestigiose costruzioni come il Ponte di Tiberio, realizzato con pietre d'istria e famoso per la sua robustezza, l'Arco di Augusto, il più antico arco romano ancora esistente e l'Anfiteatro Romano. L'opera più bella era il porto, del quale però non abbiamo più traccia, che si trovava dove oggi è la stazione ferroviaria e le cui pietre sono state utilizzate per erigere il Tempio Malatestiano.
Grazie ai recenti scavi archeologici in Piazza Ferrari, un altra meraviglia dell'epoca romana è venuta alla luce: la domus di un chirurgo. L'eccezionalità del ritrovamento non sta tanto nell'abitazione quanto negli strumenti chirurgici utilizzati da quest'ultimo, un vero e proprio corredo oggi esposto nel Museo della Città. Dopo una serie di guerre ed invasioni, la città conobbe finalmente un po' di tranquillità con l'Impero bizantino. Divenne infatti una città importante della zona trovandosi a far parte della Pentapoli marittima. Nonostante le incursioni longobarde, i bizantini riuscirono a conservare la città. Ecco perchè questa prese il nome di Romània (oggi Romagna), nome dovuto al fatto che i bizantini erano riconosciuti come gli eredi dei romani.
La città divenne un Comune nel corso del XII secolo e vennero quindi edificati numerosi conventi e chiese. Conseguentemente arrivarono in città anche illustri artisti ai quali era stato affidato il compito di progettare e decorare queste costruzioni. Del grande pittore Giotto, ispiratore della scuola pittorica riminese del XIV secolo, rimane oggi il Crocifisso conservato all'interno del Tempio Malatestiano. In epoca comunale il centro del potere a Rimini era concentrato nell'odierna Piazza Cavour dove ancora oggi sono presenti gli edifici civili della città: il Palazzo dell'Arengo, il Palazzo Garampi ed il Palazzo del Podestà. L'antico Foro romano invece, situato in Piazza Tre Martiri, veniva utilizzato per il mercato e le giostre. Venne realizzato anche il nuovo porto verso la foce del fiume Marecchia, che inizialmente subì la furia di quest'ultimo. Nacque così un nuovo borgo a ridosso del porto: l'odierno Borgo San Giuliano. Dopo una prima fase in cui la città sposò la causa ghibellina, Rimini divenne guelfa grazie all'avvento della nobile famiglia dei Malatesta da Verucchio.
Dal 1295 Rimini divenne una signoria ed il suo territorio superava i confini geografici della Romagna, legando alla città alcuni centri dell'entroterra appenninico quali Sansepolcro, Sestino e Citerna.
Il Tempio Malatestiano è sicuramente uno dei monumenti più celebri del Rinascimento, progettato da Leon Battista Alberti per volere del signore di Rimini, Sigismondo Malatesta. Si tratta in realtà di una chiesa chiamata però "tempio" a causa dell'abbondanza di elementi pagani rispetto alle figurazioni cristiane, che comunque restano tante. La decorazione interna del Tempio venne affidata a maestranze toscane, di cui facevano parte lo scultore Agostino di Duccio e il pittore Piero della Francesca. Nella facciata principale il Tempio, che dal 1807 è il Duomo della città, riprende l'Arco d'Augusto, mentre in quelle laterali, il Ponte di Tiberio.
Altro luogo di interesse di quest'epoca è il Castel Sismondo, del quale oggi rimane solo il nucleo centrale, era la residenza e reggia di Sigismondo Malatesta. Il castello fu pensato per difendersi dai colpi delle bocche da fuoco, ma sembra fosse destinato anche ad intimorire i cittadini con la sua imponenza.
L'emblema del comune di Rimini è uno scudo bipartito: nella metà di sinistra troviamo l'Arco d'Augusto ed il Ponte di Tiberio, monumenti di grande valore per la città mentre nella metà di destra campeggia una croce guelfa rossa bordata d'argento, concessa alla città nel 1509 con la “bolla sipontina” dal pontefice Giulio II.
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